Arte e Cultura
Roma Antica Acquedotti romani: Acquedotti della Roma papale e moderna
:: Vedi gli antichi acquedotti romani ::
Ingresso del condotto d'ispezione all'acquedotto dell'Acqua Vergine in via del Nazareno (ancora in funzione) Fontana dell'Acqua Felice a piazza San Bernardo. Infilata dei Fontanoni dell'Acqua Paola al Gianicolo ed a Ponte Sisto. Va tenuto presente che il sistema di distribuzione delle acque potabili a Roma era, fino a pochi decenni fa, privo di cloro e molto "identitario": i rioni conoscevano l'acquedotto che alimentava le loro fontane, grandi e piccole, e distinguevano il sapore di un'acqua dall'altra. La distribuzione era assicurata da figure che oggi probabilmente non esistono più, i "fontanieri", ed era oggetto di trattative e regalìe, grandi o piccole a seconda dell'importanza dell'utente. Ad esempio i Farnese, quando ebbero ottenuto l'acqua per alimentare le fontane di Piazza Farnese, in segno di gratitudine e per pubblica utilità fecero aprire la fontana del Mascherone a via Giulia, che con il suo vascone serviva, oltre che al popolo, anche all'abbeverata degli animali.
> Acqua Vergine. Sotto papa Niccolò V, nel 1453 Leon Battista Alberti fu incaricato di restaurare l'acquedotto dell'Aqua Virgo di cui fu incrementata la portata con nuove sorgenti. Terminava con la fontana di Trevi. Un ampliamento si ebbe nel 1840 e nel 1936 venne affiancato da un nuovo acquedotto, la cui mostra fu costituita dalla Fontana del Nicchione, sotto il Pincio.
> Acqua Felice. Un nuovo acquedotto venne costruito sotto papa Sisto V (al secolo Felice Peretti) nel 1586 da Matteo di Città di Castello e Giovanni Fontana, riutilizzando le sorgenti dell'Aqua Alexandrina. Arrivava a Roma presso la porta Tiburtina (allora "porta San Lorenzo") e terminava con la Fontana del Mosè, oggi visibile in piazza San Bernardo.
> Acqua Paola. L'acquedotto, alimentato dall'Aqua Traiana, fu ricostruito nel 1605 per volere di papa Paolo V, ad opera di Giovanni Fontana e Carlo Maderno e termina con la "Fontana dell'Acqua Paola" sul Gianicolo (1611). È alimentato da questo acquedotto anche il Fontanone di Ponte Sisto, detto anche Fontanone dei cento preti. Così scarsi erano il valore e la qualità che il popolo le riconosceva, da essere diventata proverbiale: di una medicina di nessun valore o effetto, ad esempio, si dice ancora che cura "come l'Acqua Paola".
> Acqua Pia, antica Marcia. L'alimentazione primaria di questo acquedotto era fornita dal restauro dell'antico acquedotto dell'Aqua Marcia, la cui ricostruzione fu affidata da papa Pio IX a Luigi Canina. La mostra terminale è costituita dalla "Fontana delle Naiadi" in piazza Esedra.
> Acquedotto del Peschiera-Capore. L'acquedotto del Peschiera: iniziato nel 1937 ha iniziato a fornire acqua alla città di Roma nel 1949 benché sia stato completato solo nel 1980. Trasporta le acque di due grosse sorgenti carsiche dell'appennino centrale della (RI): le sorgenti del Peschiera e delle Capore. La sua mostra terminale è costituita dalla Fontana del piazzale degli Eroi. In seguito ai successivi ampliamenti le acque sono riunite a quelle provenienti dalla sorgente "Le Capore" (Casaprota) formando un unico e articolato sistema di acquedotto.
> Acquedotto Appio-Alessandrino. Potenziamento dell'Acquedotto Felice, realizzato tra il 1963 e il 1968, capta l'acqua di falda dalle antiche captazioni, appositamente ampliate, dell'Acqua Appia e Alexandrina (Pantano Borghese) e nuove riserve, nei pressi della Borgata Finocchio e di Torre Angela. Assicura la fornitura idrica di quartieri e borgate a sud-est di Roma (Borghesiana, Torre Gaia, Tuscolano, Prenestino, E.U.R-Laurentino, Acilia ed Ostia Lido).
Acquedotti romaniMusei di Roma Luoghi d'interesse